Dimmi che mi vuoi bene "Vi perdono, ma inginocchiatevi"
(Rosaria Schifani)
Lettera
Mariella Nava

Disegno


Lettera è una delle canzoni da me preferite di questo album.

Scritta di getto dopo aver letto dettagliatamente la storia della vedova di mafia Rosaria Schifani.

Nel suo racconto, come pure nei suoi occhi, durante gli accadimenti tragici di quell'infernale Maggio del '93, ho visto la disperazione di tante altre donne toccate dalla stessa disgrazia.

Ho immaginato il forte contrasto dei loro sentimenti; insieme, infatti, al dolore della cara perdita, il vuoto e l'impotenza di fronte ad un problema che non sembra riuscire ad avere reali risoluzioni, bensì solo momentanee, avranno dovuto affrontare anche da sole o con i loro figli la grande questione del perdono, della paura, di una Giustizia così poco confortante trovandosi totalmente stordite ed annegate nella loro realtà desolata e traumatizzante.

Eppure le ho sentite forti, desiderose di cambiare l'amaro destino della loro città, di toglierle quel velo luttuoso per garantire ai figli un futuro diverso, senza più pianti di sangue e grida di dolore.

Ho inventato una lettera scritta da una donna come Rosaria e rivolta al suo caro rimasto ferocemente ucciso nella strage di mafia, inviatagli un anno dopo il tragico evento, quasi come potesse rimanere un filo di comunicazione attraverso cui raccontare gli sforzi compiuti da lei stessa e da tutti quanti vogliono modificare lo stato delle cose, in una Palermo decisa a crescere e cambiare.

E' una lettera d'amore, prima di tutto, di dolci descrizioni e di speranza per la nostra meravigliosa terra, affinché, almeno il sacrificio di queste vite, non rimanga inutile.


Amore lo vedi
un altro inverno è passato
e sotto un cielo ferito
qualche germoglio è spuntato


Amore lo sai
che questa terra ha tremato
e la gente è diversa
sapessi quanto ha imparato
ha raccolto quei pezzi di vetro
sfidato un inferno di lava
mentre immerso nel rosso di un mare al tramonto
il tuo sangue asciugava
dal profumo di zagara
sparso nell'aria
risale il coraggio per me
forte più della forza che non ti fermava
sotto quella divisa che il male straziava

Beddu beddu beddu beddu miu
(Bello bello bello bello mio)
tantu ca la morti impallidiu
(tanto che la morte impallidì)
beddu beddu beddu beddu miu
(bello bello bello bello mio)
tutti hann 'a cantari
(tutti devono cantare)
quant'ammuri ca c'è
(il tanto amore che c'è)
sta spiranza sirvi a pirdunari
(questa speranza serve a perdonare)


Amore ho raccolto i miei neri capelli
e ho pensato ai giorni vissuti
ai nostri occhi ribelli
a volte ho sentito
passarmi sul viso le tue lunghe mani
e non riesco a svegliarmi dal sogno
di un'altra Palermo domani
questa stanca medaglia
mi batte sul cuore mi pesa
e mi parla di te
ma non resto ingoiata da questo dolore
ti giuro che vinco quant'è vero il sole

Beddu beddu beddu beddu miu
(Bello bello bello bello mio)
tantu ca la morti impallidiu
(tanto che la morte impallidì)
beddu beddu e grandi quant' a Diu
(bello bello e grande quanto Dio)
tutti hann 'a cangiari
(tutti devono cambiare)
ogni petra ca c'è
(ogni pietra che c'è)
sta spiranza sirvi
(questa speranza serve)
a ti sarvari
(a salvarti)
a ti sarvari
(a salvarti)