Lettera è una delle canzoni da me preferite di questo album.
Scritta di getto dopo aver letto dettagliatamente la storia della vedova di mafia
Rosaria Schifani.
Nel suo racconto, come pure nei suoi occhi, durante gli accadimenti tragici
di quell'infernale Maggio del '93, ho visto la disperazione di tante altre donne
toccate dalla stessa disgrazia.
Ho immaginato il forte contrasto dei loro sentimenti; insieme, infatti, al dolore
della cara perdita, il vuoto e l'impotenza di fronte ad un problema che non
sembra riuscire ad avere reali risoluzioni, bensì solo momentanee, avranno
dovuto affrontare anche da sole o con i loro figli la grande questione del
perdono, della paura, di una Giustizia così poco confortante trovandosi
totalmente stordite ed annegate nella loro realtà desolata e traumatizzante.
Eppure le ho sentite forti, desiderose di cambiare l'amaro destino della loro
città, di toglierle quel velo luttuoso per garantire ai figli un futuro diverso,
senza più pianti di sangue e grida di dolore.
Ho inventato una lettera scritta da una donna come Rosaria e rivolta al suo
caro rimasto ferocemente ucciso nella strage di mafia, inviatagli un anno dopo
il tragico evento, quasi come potesse rimanere un filo di comunicazione
attraverso cui raccontare gli sforzi compiuti da lei stessa e da tutti quanti
vogliono modificare lo stato delle cose, in una Palermo decisa a crescere e
cambiare.
E' una lettera d'amore, prima di tutto, di dolci descrizioni e di speranza per la
nostra meravigliosa terra, affinché, almeno il sacrificio di queste vite,
non rimanga inutile.
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