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Una canzone che mette a confronto due generazioni, la mia
e quella di un ragazzo che inizia a compiere il suo viaggio
importante verso la propria vita, la costruzione di sè.
E come di ogni buon viaggio, anche di questo, nulla dovrà
essere perso.
Tutto dovrà essere puntualmente fermato, cristallizzato,
fotografato nella memoria.
Ogni momento, ogni istante, buono o cattivo che sia, farà
parte della nostra storia, di quella impalcatura su cui potremo
scrivere ciò che saremo e in questo rappresentarci.
Avevo già affrontato questo tema all'inizio della
mia carriera d'autrice quando Gianni Morandi scelse di cantare
la mia "Questi figli"; ma allora ero più
figlia che immaginava i problemi dei genitori e avevo cantato
il loro lamento-amore e la loro preoccupazione.
Oggi non sono ancora mamma, ma potrei esserlo e vedo già
accanto a me il passare dei "prossimi" del mondo,
coloro che saranno i responsabili veri di un vicino futuro.
A loro mi rivolgo se pur già diversi da me, ma così
uguali nell'impeto del crescere, nelle ansie, nelle contraddizioni,
nei desideri, nella speranza, nella voglia in me da sempre
accesa di cambiare e migliorare il mondo, di capirlo e un
po' sfidarlo.
Sì, in fondo sono ancora ostinata come loro, gli adolescenti
e i ventenni di adesso, nei loro occhi e nelle loro anime,
riconosco i miei pensieri, le mie ostinazioni, i miei sogni.
So cosa vuol dire credere e a volte perdere, ma non per questo
ho smesso di tentare, di "scardinare quel forziere che
è la vita" e, con questo slancio conservato e
nutrito, continuo la mia corsa, facendo leva sulle mie esperienze
di qualsiasi tipo esse siano.
Ecco perchè ho fatto "parlare" alla fine
con le mie stesse parole Simone Patrizi e poi cantare con
me, a dar voce a tutti gli altri ragazzi di questo tempo,
e non solo come loro testimone, ma anche come esponente di
una nuova generazione in senso musicale.
Sono loro il manifesto del mondo che sarà, e già
da oggi nel loro cammino iniziano ad immagazzinare i "tasselli"
di vita che li forgerà.
"Per essere migliori....", "per diventare un
uomo"......scrivilo nei tuoi occhi.....non lo dimenticare
cantiamo insieme alla fine.
Tutto questo, ripreso in un video che viene fornito su traccia
CD ROM nel singolo di prossima uscita.
Io con la mia aria un po' scanzonata, "raccontatrice"
sincera delle mie esperienze, con alle spalle diapositive
che rappresentano ciò che canto.
E nel finale i loro visi intensi, sicuri, certi di volersi
misurare e di voler dare il meglio di sè alle proprie
esistenze.
In mezzo a loro, Simone Patrizi recita prima e poi grida
il suo desiderio di esagerare...., di sottoporsi a dure leggi,
fisiche, morali, di spingersi da solo in tutto ciò
che si può imparare, ma anche la sua voglia di non
perdere niente di tutta questa salita verso il proprio futuro
di cui raccoglierà le immagini.
Il video è realizzato dai Manetti bros.
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