Ore 14.30
Via Bartolomeo Longo
Ultimo cancello
(Roma, 6 gennaio 2003)
Un portone di ferro blindato verdastro
Al lato in alto a destra una targa
Casa circondariale femminile
Rebibbia
Invitata per "L'ora d'aria" delle detenute in occasione del giorno dell'Epifanìa
Il cuore mio
batte
trema
freme
cosa potrò mai offrire io lì dentro?
Cosa potrò mai raccontare a chi ha preso a morsi la vita?
Un citofono
Suono
Il cancello si apre
Io e Antonio Coggio lo oltrepassiamo
fermiamo la macchina subito dentro
Dietro di noi si chiude il cancello facendo un rumore sordo e metallico
Davanti un altro cancello uguale a quello lasciato dietro, anche questo chiuso
Ci chiedono i documenti e ci pregano di lasciare i telefoni cellulari in una cassettina con la chiave, li riprenderemo all'uscita
Tutto questo mi porta già nel senso di isolamento in cui si vive qui
E il cancello davanti si apre lentamente automaticamente con lo stesso rumore metallico ma questa volta rimbomba di più
entriamo nelle mura del carcere con la macchina
Il cielo si vede anche da qui
piove anche qui
due strade
Una a destra
l'altra a sinistra
Uguali
dove porteranno?
Ne percorriamo una
non porta a niente se non ad un altro muro
Torniamo indietro
al cancello
prendiamo l'altra
non porta a niente
un altro muro
Una guardia ci viene incontro
Gentile
Ci dice prego Signori è di qua
una stradina piccola nella strada di prima sfuggita ai nostri occhi
Prego, lasciate pure la macchina qui
si entra da qui
Così facciamo
Entriamo
una scala
grigia
stanzette come uffici
La Direttrice
Piacere
Anversa
il presentatore della serata
Piacere
Un'altra guardia
Piacere
La Sig.ra Bertolazzi, una delle responsabili di "Ora d'aria"- E' con lei che ho avuto i primi contatti per l'iniziativa, lei che mi ha chiesto di partecipare, lei contenta del mio sì
Buongiorno
Un po' in anticipo?
Sì
il cuore mio
salta
Non sono mai in anticipo
Vogliamo vedere il posto dove faremo lo spettacolino?
Sì così provo un po' microfono e tastiera
Altre scale
Il cuore mio
Prova il fiato
Un'altra porta blindata
La guardia la apre
Il cuore mio
la sfonda
passiamo
altre scale
Ecco la sala
Piccola
Grande
Sedie rosse
un piccolo palchetto
Grande
l'attraverso
Salgo
il piano-tastiera è acceso
Antonio Coggio và verso il mixerino in una saletta in alto con un vetro
una specie di regìa, fa un po' di prove di suono.
Ci dobbiamo arrangiare non c'è un gran che ma meglio così
sarà tutto più familiare e vero
La voce è asciutta
Non abbiamo effetti tipo riverbero o eco
Uno dei due cavi del microfono non funziona l'altro và benino
La tastiera è perfetta
Arrivano i due attori che reciteranno i testi scritti dalle stesse detenute tra una canzone e l'altra
Leda Negroni
Piacere
Lombardo Fornara
Piacere
Sono bravissimi già dalle prove c'è una grande magìa
Ci dicono di andare in una stanza dietro al palchetto, una specie di camerino perché stanno per entrare le detenute ed è bello farci entrare con la presentazione di Anversa
Andiamo
Nella stanzetta fa freddo, c'è molta umidità
un "camerino" con dei mobili ricoperti di un telo col disegno dei mobili che sono o che dovrebbero essere
su di uno c'è disegnata una cassettiera, su di un altro un comodino
su di un altro una specie di armadio
In alto un finestrino sbarrato
una rete ed un materassino chiusi appoggiati alla simil-cassettiera
in alto sul soffitto un neon
respiro male
troppa polvere
il cuore mio
tossisce
I passi
arrivano
entrano nella sala
sento le loro voci
cerco di contarle dal suono
quante sono
?
!
Sono lì
prendono posto
sogghignano
Come mi prenderanno?
Cosa racconterò loro?
Che volti avranno?
Che occhi?
Eccole
Sono sedute
Le luci della sala si spengono
Rimangono accese quelle del palco
L'attore Fornara chiede se c'è il modo di fare pipì prima di uscire in scena
viene chiamata una guardia ed accompagnato ad un bagno
questo ritarda tutto di cinque minuti
Il presentatore Anversa esce e dà il via all'incontro
Buonasera
Come và?
Rispondono di tutto
ovviamente
ma devo dire anche abbastanza misurate
visto il luogo e la domanda
Il cuore mio
ride
ascolta
Anche fuori non và meglio consolatevi
Ho intervistato Sofri da poco e mi ha detto che anche noi tra guerre imminenti e attentati e difficoltà varie non ce la spassiamo
cerca di spiegare Anversa
altri risolini
Ma veniamo a questa iniziativa ci saranno con noi
Ci annuncia
Usciamo
Applausi
Il cuore mio
costituito
per la prima volta
Abbassa il capo con me
eccomi qui dentro
sono dei vostri
Ditemi quello che sentite e volete
Una voce da sinistra
Sei bella
altri applausi
arrossisco
Grazie
..mi siedo in fretta dietro alla tastiera
mi sento più a mio agio con i tasti davanti
vorrei chiedere scusa a tutti quei cuori
scusa per essere stata più fortunata e non avere conosciuto la disperazione o la pesantezza di un errore o qualsiasi altra cosa induca qualcuno a scegliere il male e passare anche un solo attimo della propria esistenza là dentro
Lo dico nel mio amaro CIAO
appena Anversa mi passa l'unico microfono funzionante
spero che si sia sentito
dico solo che non ho voglia di chiedere loro come và
sorridono
leggo loro il testo di Donne comunque
mi applaudono
mi gridano brava
mi vergogno
io "brava" e loro dentro
a pagare
il cuore mio
si allaga
canto "Il nostro profilo"
mi applaudono
le guardo
fino in fondo alla sala
fino agli ultimi occhi
lontani
vicini
Leda legge i primi testi
Fortissimi
Spaccati di vita del carcere, tutto quello che sognano, tutto quello
che viene tolto loro
tutto quello che sarebbe necessario
TUTTO
Triste
ma descritto e letto e interpretato intensamente e allegramente
ci guardiamo
La lettura continua
Sesso fai da te
Ridiamo
RIDIAMO
che bello
!
La seconda lettera è tutta intorno ad un "sanitario", che le detenute anelano ma che non c'è
il BIDET
che forza
!
Che descrizione
L'aria si fa leggera
ci abbracciamo con gli sguardi
che tenerezza
RIDIAMO ancora
ci assomigliamo!
Le risate si confondono con le lacrime perché c'è un punto in cui tristezza e allegria non hanno più né contorni né distanza
!
Altre due canzoni
ma devo riprendere fiato
ormai ci sentiamo
!
Canto Piano inclinato e Per amore.
Altre letture
un po' più serie
non hanno voglia di commuoversi
vogliono spensierarsi
ridere
ridere di nuovo
E vorrei dare anch'io altra leggerezza
Canto Scrivilo negli occhi e con mia sorpresa si alzano in piedi, partecipano, la cantano,
la conoscono, gridano
accendono gli accendini
mi chiedono di Simone Patrizi
spiego la storia e la voce di Willy
mi risiedo al pianoforte
canto Gli uomini
ed è un momento intensissimo
E tu che sai di aver perduto
non ti buttare mai
non ti sprecare mai
!
La canto
il cuore mio
nella mia gola
spero di stoppare lì quelle vite sbagliate e dare una nuova partenza, una nuova coscienza
ma forse è presuntuoso pensare di riuscirci proprio io
e con una canzone
ma è quello che vorrei per loro con tutta me stessa
chiudendo i miei occhi e urlando
No
non sono quelli i vincitori e cercando di restituire fiducia e grinta e forza di volontà
!
Spesso son proprio loro i traditori
Non rotolare mai
Applaudono e la forza nelle loro mani
sarà un'impressione
ma mi sembra di più
lo sto sperando
ci sto credendo mentre parte l'ultima accorata lettura
le madri e i figli
il rapporto vissuto in carcere
la mancanza
l'abbraccio
l'Amore
manca l'Amore
manca Tutto
canto Questi figli
Spalle al muro
mi chiedono di salutare il Grande e unico Renato
lo applaudono
canto Così è la vita
e poi insieme cantiamo Immagine
ci sono tante giovani straniere fra loro
si alzano ricantano con me
riaccendono verso l'alto le loro fiammelle e le loro speranze!
Sì
è una festa con gli occhi bagnati
ed anche i miei
!
Siamo ai saluti finali
due ore volate via
Anversa dà il microfono ad ognuno di noi per dire le nostre impressioni
Siamo stati bene
arriva il microfono a me
Esito un po' poi mi lascio andare in una confessione
Avevo paura
mi era stato chiesto di venire a darvi qualcosa oggi pomeriggio
non riuscivo a pensare cosa potesse portarvi qui una come me
che canta
e invece mi avete dato voi
e poi
mi sono trovata così uguale che non capisco perché dobbiate stare dentro ed io fuori
vi racconterò
è una promessa
uso la musica per raccontare io
per dare voce e ve la darò
e poi spero di trovarvi fuori al più presto
tutte
!
E' così che scendo dal palco
verso di me arrivano alcune che mi ringraziano
mi salutano, mi lasciano due fogli pieni delle loro firme
le conservo
bellissime
una di loro mi dice che è dentro da trent'anni
Il cuore mio
impallidisce pensando a quanti sono
un buco incolmabile in una vita
le chiedo quando esce mi dice forse a Febbraio
le stringo le mani le chiedo perché?
mi risponde traffico di droga
non conosco le leggi ma mi sembra un'assurdità
non so
le dico ora che è finita ti prego basta
nuova vita
mi promette di sì
!
Qualcuna mi dà una caramella alla menta
Le fanno sfilare verso le loro celle
umide piccole strette
senza Amore
senza bidet
senza se stesse
tutto riprende il suo ritmo normale mentre le vedo scivolare via nelle stesse scale che farò
per andare fuori
il mio cuore rallenta
Ritorno ai cancelli blindati riprendo i cellulari
riprendo i documenti
riprendo la pioggia
riprendo la vita
con quelle donne dentro
come lo sono io
! |